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DIARIO TAXI - di Raffaella Piccinni
(Pubblicato su Repubblica nei giorni della protesta)
![]() versione integrale:
Linate, il caldo si sente dal primo mattino, è un turbinio di facce di ogni genere e specie, quelle di chi sta perdendo l’aereo si mischiano a quelle stanche dei taxisti. Mi accorgo che sto pensando ai clienti; non a quelli che ora non salgono sul mio taxi ma a quelli che ci sono già saliti in passato, prima che tutto questo iniziasse. Ricordo di un pomeriggio estivo in cui esplose un violento temporale, ero sola nel mio taxi. La pioggia era così forte che i tergicristalli non servivano a nulla, scendeva a litri lungo i finestrini. Ho visto una signora di mezza età, grassottella e impacciata, indossava un abito da casa, fresco e leggero che la pioggia le lasciava aderire al corpo, sembrava una statua di Botero. Ho accostato, acceso le 4 frecce e dallo spiraglio del finestrino abbassato le ho urlato di salire. Eravamo a pochi metri ma urlavamo come pazze, lei si ostinava a non voler salire. Mi sono allungata verso la portiera del cliente spalancandola e ho urlato “è gratis”. È stato come se precipitasse nel mio taxi dall’alto, un enorme masso caduto a peso morto, gocciolava da ogni lato inzuppandomi il sedile. Il mascara le colava sugli occhi facendola sembrare un panda confuso e inzuppato. Infine fu lei ad insistere per pagarmi la corsa, quasi dovetti farci a pugni, se ne andò lasciandomi una pozzanghera. postato da raffapiccinni | 16:21 | commenti (31)
racconti, rassegna stampa, il sindacato, il taxi e le sue confessioni VIOLENZA
![]() Il vivere civile, ahimè, m’impedisce di aprire il cranio al mio meccanico! Basterebbe un colpo ben assestato con il crick. Non m’importa cosa pensano i moralisti, non c’è nulla di più umano della violenza, tutti i giorni vedo gente che si ammazza per una precedenza non data.
HO PORTATO I SIMPSON
in carne e ossa, venivano dalla Toscana. Chiassosi, pieni di borse e pacchetti che a fatica inforco nel bagagliaio, Homer, il padre, mi dice: "ci penso io!". Da vita a complesso puzzel tridimensionale, c'impiega tempo, alla fine guarda la moglie soddisfatto: "e il passggino!? e poi hai messo i pacchetti con i biscotti sotto le borse". Biscotti! o quel che ne resta: scatole pressate che colano briciole.Cerco di liberarmene: "Forse vi serve un taxi con un bagagliaio più spazioso!", lo so, non è carino scaricare questa ciurma di dementi ad un collega! ma nella giugla vige la regola "mors tua vita mea". Homer però insiste, il mio bagagliaio rappresenta una sfida, sembra un bambino di cento chili alle prese con i giochini progettati per sviluppare l'intelligenza. Ce l'ha fatta, si parte, lo specchietto retrovisore riflette le ruote del passeggino e le scatole piene di briciole. Vanno al Parcheggio di Via ORRIDONI. Mai sentita! forse è una nuova strada, piena di cose orride! guardo le loro faccie: maschere di pura idiozia, eppure mi fanno tenerezza, sembrano sperduti. Homer tira fuori dalla tasca della giacca un fazzolettino, piegato in dieci parti, lo apre, è una cartina gigantesca, sembra il planisfero: "vede, noi abbiamo la nostra ma'hina qui, in via 'orridoni". Ma quand'è che la Regione Toscana istituirà un corso di dizione per i suoi cittadini!? "è Via Corridoni!" "eh si, gliel'ho detto, Via 'Orridoni". è una corsa da 5 euro, 6 euro esagerando, solo se i semafori, in una sorta di congiunzione astrale, divenissero rossi uno dopo l'altro! Homer mi siede accanto, il resto della famiglia commenta la vacanza a Milano dai sedili posteriori. Tutti insieme non fanno un cervello, tranne la piccola adulta che fa domande sul motore a scoppio e le auto ecologiche! mi rivolgo alla madre: "è in quella fase in cui fanno tante domande!? il bimbo invece sarebbe meglio che non mordesse i poggia testa". Homer guarda il paesaggio, mi tira un'occhiatta trasversale, di sospetto, infila la mano nella tasca, tira fuori la sua cartina, è incredibile la rapidità con cui la maneggia, quattro lati ordinatamente ripiegati sbocciano in una mappa gigantesca. fissa la cartina, osserva la strada cercandone il nome, studia il percorso, credo stia pensando che voglia fregarlo! Un altro non avrebbe mai caricato lui, le sue valigie, i pacchettini, le briciole, i bambini indemoniati arrampicati sui sedili, i passeggini, il planisfero che copre la visuale del parbrezza e il suo sgurdo stupido che mi guarda con sostetto! Insieme ai 5 euro i Simpson mi hanno lasciato un tappeto di briciole e una monetina dorata da 20 centesimi, dicendomi: "si prenda un 'affè.." Nella stupidità di Homer Simpson c'è qualcosa di geniale, la genialità va tramandata ai posteri, come si fa per i grandi pensatori! disse Homer: "Marge, bisogna essere in due per mentire, uno che mente e l'altro che sente" disse Homer: "Ci sono cose che i soldi non possono comprare, per esempio un dinosauro" disse Homer (rimproverando Bart sorpreso a taccheggiare al Supermercato):"Rubare, come hai potuto? Non hai imparato niente da quello lì che fa i sermoni in chiesa? Capitano... come cavolo si chiama!!! Noi viviamo in una società di leggi. Perché credi che ti ho portato a vedere tutti quei film "Scuola di polizia", per divertirti?! Beh io non ho sentito ridere nessuno, e tu?! ...eccetto quello lì che faceva il rumorista ...dove ero rimasto?! Ah già, sta alla larga dalla mia birra! "IL TEMPIO E' SACRO PERCHE' NON E' IN VENDITA"
![]() Sabato mattina, il cielo sopra il mercato di un quartiere dormitorio è quello tipico della mia città, grigio chiaro, quasi bianco, non è un colore, non è un cielo. Una donna esce dalla folla delle bancherelle come se si fosse liberata da una morsa. Alta, capelli scuri, labbra prepotenti, indossa larghi occhiali neri che non nascondono un’espressione decisamente arrabbiata e che la fanno sembrare un enorme moscone dal passo volgare. Un passo che non sa aspettare, mi viene incontro, apre la portiera, non saluta: “via Manzoni, angolo Montenapoleone, devo ritirare un pacco”. Lo dice come se il pacco fosse parte della Via, un nuovo monumento costruito nella notte, oppure vuole dirmi che dovrò aspettarla, glielo chiedo! “InssOmma unO prende taxi per andare più velOsce, Vai, Vai!”. E' sul mio taxi da quasi un’ora: sembrarebbe la pantomima di chi ha voglia di non pagare.
"Devono essere queste le sue logiche di compravendita, una prestazione di lavoro, per lei, più che un valore ha un prezzo con il quale acquista anche il potere di pretendere, nel momento in cui paga il rispetto non c'entra." P O R N O G R A F I A S I N D A C A L E
L’ultima volta che sono stata a Roma ho conosciuto molti dirigenti dei sindacati locali, che, come qui, controllano le cooperative e i radio taxi, a tutti brillavano gli occhi dicendomi: “ma sai, ora il settore si apre a prospettive imprenditoriali, grazie ai servizi innovativi”. Avrei potuto tacere sulla riforma dei servizi innovativi e accogliere l’invito a fare il “taxi rosa”. Sindacalisti!? invece vedo solo mediocri a libro paga delle Associazioni, li compri e li vendi con tre gettoni di presenza: di più non valgono! Non vedo Sindacalisti.. Vedo solo vecchie comari dedite al pettegolezzo. Senza neppure il coraggio di affrontarmi "faccia a faccia": chi non ha coraggio è un vigliacco, e un vigliacco non è un uomo! Sono stanca di mezzi uomini, un po’ pavidi, un po’ rozzi, che s’aggiustano l’esistenza scansando i problemi, gente che s’arrende alla verità più comoda perché “LORO” devono campare..poi scopriche con la cooperativa, o i gettoni delle commissioni, con il radio taxi, con le associazioni si portano a casa dai 500 ai 1000 euro al mese e, diciamolo, "senza fare un niente!". Alzando la mano come burattini. Inutili pupazzi che "tengono su" mezzi uomini come loro!! Sono noiosi i portavoce maldestri di chi da disposizioni, coloro che nella notte gli appendono i CARTELLI ANONIMI (al quale non ho mai risposto perchè tanta vigliaccheria non merita neppure risposta). I mezzi uomini valgono tre gettoni di presenza.. votando, dicono si, non con la mente ma con la pancia. Evidentemente il cambiamento spetta a chi, non solo ha il necessario coraggio, ma, insieme, non è compromesso nella pratica col potere, con chi non ha conflitti d'interesse. Non sono una persona umile, però non sono neppure arrogante, credo che INDIVIDUALMENTE possiamo solo morire. Credo in una nuova forma di associazionismo, libera dalle vecchie logiche "cerchiobottiste", credo che solo un Sindacato AUTONOMO possa fare gli interessi delle persone che rappresenta fino in fondo. Trovo rozzi e maldestri gli attacchi personali, oltre che inutili, perchè il SITP non è "roba mia", le decisioni vengono prese a maggioranza. Un Sindacato è un soggetto collettivo, ma evidentemente si cerca di demolire ciò che è scomodo e fa puara, più saggio e intelligente sarebbe affrontare i veri problemi della Categoria, ma chiaramente ogniuno usa gli strumenti che ha! postato da raffapiccinni | 02:14 | commenti (38)
racconti, il sindacato, il taxi e le sue confessioni TAXISTI INGRATI
La licenza ce l'ho. E' la prima cosa che intendo difendere perchè con l'emissione di nuove licenze perderà valore. Solo le ASSOCIZIONI trarranno un vantaggio dall'emissione di nuove licenze, poichè faranno NUOVE TESSERE e NUOVI INCASSI per la contabilità!! per non parlare dei canoni radio taxi! per esempio, noi del SITP siamo gli unici a non volere l’EXPO!! SIA CHIARO: Il Sitp ha posto nelle sue stesse finalità statutarie la lotta contro l'emissione di nuove licenze. Non accetteremo neanche una sola nuova licenza.
Negli ultimi tre giorni ho lavorato tutte e 12 le ore del mio turno, “7 spezzato”.
Come sindacalista pago le colpe dei padri. Come nel mito cristiano del peccato originale: dove Adamo é un sindacalista “gentile”, però non colse il frutto proibito ma 4 o 5 licenze. Tassisti ingrati: il milione di euro strappato all'avidità dei soliti finirà nelle tasche di ogniuno di voi, ingrati, alcuni raditaxi ci giravano intorno da anni come api sul miele, o meglio, come mosche sulla merda, mentre per il SITP i soldi valgono meno, quella almeno fa crescere i fiori! Fortunatamente esistono però colleghi che non fingono di non vedere e di non capire, ma del resto SONO SEMPRE POCHI CORAGGIOSI CHE PER PRIMI CERCANO DI CAMBIARE LE COSE e anche chi ora li giudica trarrà un vantaggio dai loro sforzi.
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