lunedì, 26 novembre 2007
DIARIO TAXI - di Raffaella Piccinni
(Pubblicato su Repubblica nei giorni della protesta)

diario taxi
versione integrale:

Linate, il caldo si sente dal primo mattino, è un turbinio di facce di ogni genere e specie, quelle di chi sta  perdendo l’aereo si mischiano a quelle stanche dei taxisti. Mi accorgo che sto pensando ai clienti; non a quelli che ora non salgono sul mio taxi ma a quelli che ci sono già saliti in passato, prima che tutto questo iniziasse. Ricordo di un pomeriggio estivo in cui esplose un violento temporale, ero sola nel mio taxi. La pioggia era così forte che i tergicristalli non servivano a nulla, scendeva a litri lungo i finestrini. Ho visto una signora di mezza età, grassottella e impacciata, indossava un abito da casa, fresco e leggero che la pioggia le lasciava aderire al corpo, sembrava una statua di Botero. Ho accostato, acceso le 4 frecce e dallo spiraglio del finestrino abbassato le ho urlato di salire. Eravamo a pochi metri ma urlavamo come pazze, lei si ostinava a non voler salire. Mi sono allungata verso la portiera del cliente spalancandola e ho urlato “è gratis”. È stato come se precipitasse nel mio taxi dall’alto, un enorme masso caduto a peso morto, gocciolava da ogni lato inzuppandomi il sedile. Il mascara le colava sugli occhi facendola sembrare un panda confuso e inzuppato. Infine fu lei ad insistere per pagarmi la corsa, quasi dovetti farci a pugni, se ne andò lasciandomi una pozzanghera.

domenica, 25 novembre 2007
VIOLENZA

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Il vivere civile, ahimè, m’impedisce di aprire il cranio al mio meccanico! Basterebbe un colpo ben assestato con il crick. Non m’importa cosa pensano i moralisti, non c’è nulla di più umano della violenza, tutti i giorni vedo gente che si ammazza per una precedenza non data.

 Neanche Dio sa cosa ha fatto al mio taxi: perché quando aggiusta qualcosa tre giorni dopo se ne rompe un'altra!?

 Mi dice: “è per via dell’alternatore nel coso e la cinghia nella puleggia, devo cambiare l’albero a bielle!” non ho capito niente! Mi mostra un pezzo meccanico, sembra un chirurgo tutto sporco di sangue nero e olioso, dalle mani fino ai gomiti, indossa un camice blu  scuro, sudicio come il grembiule di un macellaio che ha sgozzato un maiale.

 Non dice mai quanto verrà a costare: “poi vediamo!”, il tono sembra quello di chi ti sta facendo un favore!

“Preferirei saperlo subito”. Si agita, appoggia il cuore di metallo sul bancone, tira fuori una calcolatrice sudicia dai tasti giganti, bloccati dallo sporco, scoloriti al centro, il 5 non si vede più. Gli occhiali da presbite sulla punta del naso. Il crick è a portata di mano, dovrei colpirlo ora, prima che mi ammazzi lui, a colpi di aliquote iva!


postato da raffapiccinni | 23:25 | commenti (19)
racconti
sabato, 24 novembre 2007
HO  PORTATO  I SIMPSON
simpsons_smallin carne e ossa, venivano dalla Toscana. Chiassosi, pieni di borse e pacchetti che a fatica inforco nel bagagliaio, Homer, il padre, mi dice: "ci penso io!". Da vita a complesso puzzel tridimensionale, c'impiega tempo, alla fine guarda la moglie soddisfatto: "e il passggino!? e poi hai messo i pacchetti con i biscotti sotto le borse". Biscotti! o quel che ne resta: scatole pressate che colano briciole.

Cerco di liberarmene: "Forse vi serve un taxi con un bagagliaio più spazioso!", lo so, non è carino scaricare questa ciurma di dementi ad un collega! ma nella giugla vige la regola "mors tua vita mea". Homer però insiste, il mio bagagliaio rappresenta una sfida, sembra un bambino di cento chili alle prese con i giochini progettati per sviluppare l'intelligenza.

Ce l'ha fatta, si parte, lo specchietto retrovisore riflette le ruote del passeggino e le scatole piene di briciole. Vanno al Parcheggio di Via ORRIDONI. Mai sentita! forse è una nuova strada, piena di cose orride! guardo le loro faccie: maschere di pura idiozia, eppure mi fanno tenerezza, sembrano sperduti.

Homer tira fuori dalla tasca della giacca un fazzolettino, piegato in dieci parti, lo apre, è una cartina gigantesca, sembra il planisfero: "vede, noi abbiamo la nostra ma'hina qui, in via 'orridoni". Ma quand'è che la Regione Toscana istituirà un corso di dizione  per i suoi cittadini!?

"è Via Corridoni!"
"eh si, gliel'ho detto, Via 'Orridoni".

è una corsa da 5 euro, 6 euro esagerando, solo se i semafori, in una sorta di congiunzione astrale, divenissero rossi uno dopo l'altro!

Homer mi siede accanto, il resto della famiglia commenta la vacanza a Milano dai sedili posteriori.
Tutti insieme non fanno un cervello, tranne la piccola adulta che fa domande sul motore a scoppio e le auto ecologiche! mi rivolgo alla madre: "è in quella fase in cui fanno tante domande!? il bimbo invece sarebbe meglio che non mordesse i poggia testa".

Homer guarda il paesaggio, mi tira un'occhiatta trasversale, di sospetto, infila la mano nella tasca, tira fuori la sua cartina, è incredibile la rapidità con cui la maneggia, quattro lati ordinatamente ripiegati sbocciano in una mappa gigantesca. fissa la cartina, osserva la strada cercandone il nome, studia il percorso, credo stia pensando che voglia fregarlo!

Un altro non avrebbe mai caricato lui, le sue valigie, i pacchettini, le briciole, i bambini indemoniati arrampicati sui sedili, i passeggini, il planisfero che copre la visuale del parbrezza e il suo sgurdo stupido che mi guarda con sostetto!

Insieme ai 5 euro i Simpson mi hanno lasciato un tappeto di briciole e una monetina dorata da 20 centesimi, dicendomi: "si prenda un 'affè.."

Nella stupidità di Homer Simpson c'è qualcosa di geniale, la genialità va tramandata ai posteri, come si fa per i grandi pensatori!

disse Homer: "
Marge, bisogna essere in due per mentire, uno che mente e l'altro che sente"
disse Homer: "Ci sono cose che i soldi non possono comprare, per esempio un dinosauro"
disse Homer (rimproverando Bart sorpreso a taccheggiare al Supermercato):"Rubare, come hai potuto? Non hai imparato niente da quello lì che fa i sermoni in chiesa? Capitano... come cavolo si chiama!!! Noi viviamo in una società di leggi. Perché credi che ti ho portato a vedere tutti quei film "Scuola di polizia", per divertirti?! Beh io non ho sentito ridere nessuno, e tu?! ...eccetto quello lì che faceva il rumorista ...dove ero rimasto?! Ah già, sta alla larga dalla mia birra!

venerdì, 23 novembre 2007
"IL TEMPIO E' SACRO PERCHE' NON E' IN VENDITA"dollar

Sabato mattina, il cielo sopra il mercato di un quartiere dormitorio è quello tipico della mia città,  grigio chiaro, quasi bianco, non è un colore, non è un cielo. Una donna esce dalla folla delle bancherelle come se si fosse liberata da una morsa. Alta, capelli scuri, labbra prepotenti, indossa larghi occhiali neri che non nascondono un’espressione decisamente arrabbiata e che la fanno sembrare un enorme moscone dal passo volgare. Un passo che non sa aspettare, mi viene incontro, apre la portiera, non saluta: “via Manzoni, angolo Montenapoleone, devo ritirare un pacco”. Lo dice come se il pacco fosse parte della Via, un nuovo monumento costruito nella notte, oppure vuole dirmi che dovrò aspettarla, glielo chiedo!

“Si, certo!” il tono è in armonia con il cielo, con i suoi occhiloni da moscone incazzato. Il pacco forse è lei: questa fa shopping tra il mercatino di periferia e la Via più cara di Milano...

Si attacca al cellulare per tutto il tempo della corsa, parla un italiano pieno di O tonde. Quando si arrabbia strilla nel motorola in brasiliano: “Nessuna la capisce”, dice lei! intanto la conversazione telefonica fa capire che fa la prostituta. Parla come se non ci fossi, come se fossi il suo autista, fedele e discreto, un dettaglio, un pezzo dell’auto come il volante, un accessorio, così deve sembrarle il mondo, fatto di oggetti immobili “che non la capiscono”. .

Il pacco è un enorme sacchetto nero, ora vuole tornare a casa, il tono è isterico e insieme distrutto, si toglie gli occhialoni, ha gli occhi segnati da poche ora sonno. La telefonata interminabile non si è mai conclusa, parla con la foga di uno sfogo, il cellulare sembra un enorme orecchio che passivo s’accolla le sue frustrazioni.

Chiude il telefono: nera, come i capelli, gli occhiali, il cielo, l’espressione incollata sul volto, mi fa paura!

“InssOmma unO prende taxi per andare più velOsce, Vai, Vai!”. E' sul mio taxi da quasi un’ora: sembrarebbe la pantomima di chi ha voglia di non pagare.

La prostituta brasiliana urla: “Vai, aScelera”. Ok, ora faccio IL PROVOCATORE, del resto mi riesce bene:
“mi ha preso per Ayrton Senna!? Non siamo in pista, è una strada urbana, stretta, umida di pioggia, con rotaie, non posso ammazzare una persona perché lei ha fretta!”

Provocarla è semplice! Sbraita, quasi si contorce: lei è il cliente, paga, il taxi ora è roba sua! La lascio sotto casa, mi saluta con un “vaffanculo”, potrei risponderle ma la ferirei troppo:

"Devono essere queste le sue logiche di compravendita, una prestazione di lavoro, per lei, più che un valore ha un prezzo con il quale acquista anche il potere di pretendere, nel momento in cui paga il rispetto non c'entra."  

Se è vero che  il sesso per una prostituta è solo una prestazione; se è vero che una puttana sa separare il corpo dalla mente e dall’anima; se è vero che sa rispettare il proprio corpo come qualcosa d’intimamente legato all’esistenza, allora questa libertà non la renderebbe così debole.


martedì, 06 novembre 2007
P O R N O G R A F I A    S I N D A C A L E

Maiali1  
     L’ultima volta che sono stata a Roma ho conosciuto molti dirigenti dei sindacati locali, che, come qui, controllano le cooperative e i radio taxi, a tutti brillavano gli occhi dicendomi: “ma sai, ora il settore si apre a prospettive imprenditoriali, grazie ai servizi innovativi”. Avrei potuto tacere sulla riforma dei servizi innovativi e accogliere l’invito a fare il “taxi rosa”.

    Sindacalisti!? La Categoria non ne ha mai partorito uno veramente degno di questo nome. Vorrei veramente un nemico degno di stima, qualcuno che possieda l’arte del linguaggio, le tecniche del ragionamento, qualcuno che si cronfronti attraverso l’intelligenza, la competenza, la logico, non pretendo che non sia di parte!

    invece vedo solo mediocri a libro paga delle Associazioni, li compri e li vendi con tre gettoni di presenza: di più non valgono!

    Non vedo Sindacalisti.. Vedo solo vecchie comari dedite al pettegolezzo. Senza neppure il coraggio di affrontarmi "faccia a faccia": chi non ha coraggio è un vigliacco, e un vigliacco non è un uomo!

    Sono stanca di mezzi uomini, un po’ pavidi, un po’ rozzi, che s’aggiustano l’esistenza scansando i problemi, gente che s’arrende alla verità più comoda perché “LORO” devono campare..poi scopriche con la cooperativa, o i gettoni delle commissioni, con il radio taxi, con le associazioni si portano a casa dai 500 ai 1000 euro al mese e, diciamolo, "senza fare un niente!". Alzando la mano come burattini. Inutili pupazzi che "tengono su" mezzi uomini come loro!!

    Sono noiosi i portavoce maldestri di chi da disposizioni, coloro che nella notte gli appendono i CARTELLI ANONIMI (al quale non ho mai risposto perchè tanta vigliaccheria non merita neppure risposta).

    I mezzi uomini valgono tre gettoni di presenza.. votando, dicono si, non con la mente ma con la pancia.

    Evidentemente il cambiamento spetta a chi, non solo ha il necessario coraggio, ma, insieme, non è compromesso nella pratica col potere, con chi non ha conflitti d'interesse.

    Non sono una persona umile, però non sono neppure arrogante, credo che INDIVIDUALMENTE possiamo solo morire.

    Credo in una nuova forma di associazionismo, libera dalle vecchie logiche "cerchiobottiste", credo che solo un Sindacato AUTONOMO possa fare gli interessi delle persone che rappresenta fino in fondo.

    Trovo rozzi e maldestri gli attacchi personali, oltre che inutili, perchè il SITP non è "roba mia", le decisioni vengono prese a maggioranza.

    Un Sindacato è un soggetto collettivo, ma evidentemente si cerca di demolire ciò che è scomodo e fa puara, più saggio e intelligente sarebbe affrontare i veri problemi della Categoria, ma chiaramente ogniuno usa gli strumenti che ha!

venerdì, 02 novembre 2007

TAXISTI  INGRATI
Cr = ic2  -  “la critica è uguale all’impegno profuso”.

 big-17   

    La licenza ce l'ho. E' la prima cosa che intendo difendere perchè con l'emissione di nuove licenze perderà valore. Solo le ASSOCIZIONI trarranno un vantaggio dall'emissione di nuove licenze, poichè faranno NUOVE TESSERE e NUOVI INCASSI per la contabilità!! per non parlare dei canoni radio taxi! per esempio, noi del SITP siamo gli unici a non volere l’EXPO!!

    SIA CHIARO: Il Sitp ha posto nelle sue stesse finalità statutarie la lotta contro l'emissione di nuove licenze. Non accetteremo neanche una sola nuova licenza.

Negli ultimi tre giorni ho lavorato tutte e 12 le ore del mio turno, “7 spezzato”. Ieri alle 23 meno 10 min, della 36esima ora del terzo giorno, nell’anno del signore 2007: “l’ultima corsa!”. Fantozzi aveva la nuvoletta, il tassista ha “l’ultima corsa”: che lo allontana anni luce da casa!

    Alle 23.00 meno 10  mi tocca andare sul pianeta delle scimmie: San Donato! E va be, andiamo! Il cliente parla, parla, bla, bla.. non lo ascolto, mentalmente metto insieme i frammenti di frasi raccolte tra ALCUNI  colleghi:

    ossia, sempre le stesse banalità: “però i taxi mancano” – “la gente è in coda” – “ormai..” – “sono tutti uguali…” – “ci sono 20 associazioni” – “ma allora come lo risolvi il problema..” – “ma questa è una categoria..” – “ogni mente è un mondo!!”

     Questi turni da 10 ore hanno reso il tassista un'enorme lumaca chiusa nella sua macchina, il taxi è parte del suo corpo. Forse 10 ore al volante compromettono la capacità di ragionare, di elaborare opinioni indipendenti.

    A volte però mi sembra di vivere nel sub-strato di una mentalità becera, vecchia, come un liquido che,  torbido e nero, ha inzuppato i nostri cervelli, trasformandoli  in vecchie spugne asciutte gocciolanti acqua sudicia di pregiudizio.

    Come sindacalista pago le colpe dei padri. Come nel mito cristiano del peccato originale: dove Adamo é un sindacalista “gentile”, però non colse il frutto proibito ma 4 o 5 licenze.
 
                                                                             "CERCA SEMPRE DI DEMOLIRE" 2005_04_taxicrash  VOGLIAMO ESSERE GIUDICATI PER CIO' CHE FACCIAMO, NON PER CIO' CHE GLI ALTRI HANNO FATTO, O FANNO, O DICONO, SOPRATTUTTO COLORO AI QUALI ABBIAMO IMPEDITO DI APPROPRIARSI DI UN MILIONE DI EURO.


    Tassisti ingrati: vecchi stanchi e disillusi, giovani superficiali, la cui scala di valori è fatta di due soli, mediocri, gradini: LA MACCHINA e I SOLDI. I cervelli: scatole vuote dove infilare PETTEGOLEZZI ?

    Tassisti ingrati: mi sono fatta un elenco di nemici anteponendo il loro interesse al mio. Potrei fare il turno integrativo (che, per inteso, diventerà da 10 ore) e dedicarmi unicamente allo studio del Cinese. Avere più tempo libero, leggere di più.

    Tassisti ingrati: il milione di euro strappato all'avidità dei soliti finirà nelle tasche di ogniuno di voi, ingrati, alcuni raditaxi ci giravano intorno da anni come api sul miele, o meglio, come mosche sulla merda, mentre per il SITP i soldi valgono meno, quella almeno fa crescere i fiori!

    Fortunatamente esistono però colleghi che non fingono di non vedere e di non capire, ma del resto SONO SEMPRE POCHI CORAGGIOSI CHE PER PRIMI CERCANO DI CAMBIARE LE COSE e anche chi ora li giudica trarrà un vantaggio dai loro sforzi.

 
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