giovedì, 02 luglio 2009

NON SARA' BANDIERA BIANCA!

 

Articolo su Libero

libero 01_07

In causa col condominio per la bandiera leghista

di Fabrizio Arnhold

Dal sesto piano di un palazzo di via Ca’ Granda sventola una bandiera della Lega Nord. A dire il vero una di quelle “old style”, con scritto ancora Lega Lombarda. Ma non siamo mica nella sezione cittadina del Carroccio. Quella è in via Bellerio, lo sanno tutti. E allora cosa ci fa il vessillo “lumbard” appeso alla finestra di uno condominio? «Non ci può stare e va rimosso», scrive in una lettera l’amministratore dello stabile. Ma la proprietaria di casa, Raffaella Piccinni, tassista e candidata alle scorse provinciali in quota, manco a dirlo, Lega Nord, di togliere il drappo, non ci pensa proprio. «Ho ricevuto questa lettera in cui mi si chiede di rimuovere la bandiera perché si tratta di un partito politico. Ma non ci penso nemmeno. Perché le bandiere della pace possono sventolare tranquillamente, mentre la mia no? La Costituzione non mi vieta di lasciarla appesa alla finestra, figuriamoci un regolamento di condominio". Ha le idee chiare la Piccinni, che nell'ultima tornata elettorale ha incassato oltre 4 mila voti alle pronciali. Mica poco. Aveva anche proposto di riservare carrozze della metropolitana alle donne. La risposta "rosa" alla provocazione del collega, Matteo Salvini, che le voleva solo per i milanesi. E' segretario del sindacato autonomo dei tassisti, vive da sola, nell'appartamento che, tra l'altro, é di sua proprietà. "Non devo mica chiedere il permesso a nessuno, questa é casa mia. Se vince il Milan o l'Inter, la gente non appende le bandiere? Non ci vedo nessuna differenza. Esprimere il mio credo politico é un mio diritto". Che poi, sempre secondo la proprietaria di casa, lei non starebbe violando il regolamento condominiale perché "é vietato affiggere targhe o simboli in maniera permanente, non si possono mettere tapparelle di un colore diverso o tende da sole di un'altra forma". Vincoli di facciata, chi vive in un palazzo magari li conosce. Ma, spulciando nei punti proibiti del librone del "quieto vivere" condominiale, nulla vieterebbe di lasciare la bandiera di un partito politico fuori dalla finestra. "Io ho risposto all'amministratore, riferendo che non ho nessuna intenzione di rimuoverla. Non so chi si sia lamentato, ma in questo Paese c'é libertà di pensiero. O esiste solo per gli extracomunitari quando vogliono una moschea?". insomma lo stendardo lumbard farà parlare ancora di sè. E se ci fosse il rischio di finire in causa? "Nessun problema, io sono disposta ad andare fino in fondo. anche in cassazione se ce ne fosse bisogno".

Fabrizio Arnhold - (1 luglio 2009) - Libero

il giornmo

giorno 01_07

PER LA PICCINNI UN BRACCIO DI FERRO CON IL CONDOMINIO

Espone bandiera leghista, censurata dai vicini. La nuova crociata di raffaella: "Io non mollo"

di Gabriele Moroni

"Mettete dei fiori nei vostri connoni": Giganti, Sanremo 1967. E le bandiere della Lega? Quelle no, perchè possono deturpare l'estetica di un fabbricato o scatenare la guerra condominiale. Raffaella piccinni, tassista militante del carroccio (4.095 voti alle ultime elezioni provinciali), ha iniziato a combattere con l'amministratore del suo caseggiato. E' aprile quando, ben prima della scadenza elettorale, Raffaella espone due bandiere del Sole delle Alpi alle finestre del suo appartamento  al sesto dei sedici piani di un palazzone in viale Ca'Granda. Il 16 giugno le viaene recapitata la comunicazione dell'amministratore dello stabile. L'articolo 10 del regolamento condominiale vieta "di deturpare in qualsiasi modo l'estetica del fabbricato con l'opposizione di targhe od altro oppure posando sui davanzali delle finestre, sui parapetti delle terraszze o balconi gabbie, recipienti, casse, armadi, antenne di qualsiasi tipo ed esporre alla vista del pubblico, da finestre, terrazzi e balconcini, biancheria, effetti letterecci e simili". Togliere le bandiere. Raffaella, leghista di fresca iniziazione ma di fede appassionata, s'inalbera. "Le bandiere della pace sono esposte e tollerate, lo stesso per le bandiere delle squadre di calcio. non vede perchè mi debba essere negato il diritto di manifestare le mie idee politiche. Non credo che un regolamento condominiale possa prevalere sulla Costituzione". Fino al pronunciamento finale: "Per me si può andare anche di fronte a un giudice. Io le bandiere non le tolgo. stanno bene dove sono".

Gabriele Moroni

Pagina 9 - (1 luglio 2009) - Il Giorno

 

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hsGetImagecorriere 01_07 copiaIl condomino: discriminato

Via la bandiera della Lega  "Deturpa l'estetica"

Il Carroccio è stato defenestrato dal sesto piano. La bandiera della Lega non può essere esposta dal davanzale perché «deturpa l' estetica» del palazzo. Viale Cà Granda 29: l' editto dell' amministratore di condominio è indirizzato all' inquilina Raffaella Piccinni (foto), tassista e pasionaria leghista nota per aver chiesto metrò separati per italiani e stranieri. Bega di cortile? Caso politico? Intanto, c' è una regola. E vieta ai residenti di esporre qualsiasi «effetto» dalle finestre, inclusi biancheria e «bandiere di un partito politico». Piccinni non ci bada e fa sgocciolare i pizzi e sventolare Alberto da Giussano. Non si può, ecco. Lettera di richiamo: via lingerie e vessillo. Lei si ribella: «Scherziamo? Perché nessuno ha mai fatto storie per gli arcobaleni della Pace?». È discriminazione politica? «Sì. Tanto, ormai, agli stranieri è concesso tutto, mentre i leghisti non possono manifestare il loro libero pensiero». Defenestrato.

Stella Armando

Pagina 5 - (1 luglio 2009) - Corriere della Sera

il_giornale

pag_jpgBandiere Leghiste, i vicini in rivolta

di Gianadrea Zagato

C’è una bandiera di troppo al 29 di viale Cà Granda. Anzi, in verità di vessilli ce ne sono due. Formato cento per settanta, color bianco con croce rossa e al centro l’Alberto da Giussano. Sì, sono due drappi della Lega, quelli che abitualmente si vedono fuori dai gazebo oppure ai cortei e ai raduni padani.
Sono una macchia di colore che, al sesto piano, rompe il grigio di questi palazzoni anni Settanta. Raffaella giura e stragiura che continueranno a sventolare, anche se l’amministratore del condominio e i condomini (tutti o quasi) andranno per carte bollate. Già, le bandiere della Lega Lombarda sono sgradite agli altri inquilini che minacciano di ricorrere all’autorità giudiziaria se la signora Raffaella Piccinni, ex candidata del Carroccio alla Provincia, non le toglie dal suo balconcino. Lei, da leghista doc cento per cento, non sente ragioni: «Non esiste che qualcuno possa vietarmi di esporre il mio affetto, la mia vicinanza a un’idea. Nessuno protesta quando sono esposte le bandiere dell’Inter o per ricorrenze quelle tricolori o biancogiallo del Vaticano».Immagine
Questione di fede, chiosa Raffaella che promette di voler andare avanti, «la mia libertà non si può limitare se non invado lo spazi d’altri. Secondo le norme condominiali contenute nei testi unici quell’esposizione danneggerebbe però labile, arrecherebbe cioè un danno quantificabile anche economicamente agli altri inquilini. Raffaella oppone ai regolamenti i «sentimenti», l’«orgoglio» e l’«appartenenza». «Così come nessuno protestava se il vicino di casa esponeva le bandiere arcobaleno, quelle della pace, così adesso nessuno può protestare se mostro quello in cui credo». Situazione, diciamo, quantomeno esuberante così come nel passato fu una proposta lanciata sempre da Raffaella quando era candidata: i vagoni del metrò riservati alle donne. Proposta che in un battibaleno fu declinata in un divieto a salire nelle vetture per gli extracomunitari e, quindi, nel rendere disponibili per i neri solo dei posti riservati.
Dal metrò per soli bianchi alle bandiere leghiste appese fuori dai balconi. Che dire? Escludendo il ricorso al motto «il mondo è bello perché è vario», si spera che tra la signora Raffaella e gli altri condomini finisca a tarallucci e vino. Altrimenti, che nessuno la imiti magari esponendo il faccione del Che piuttosto che di Franceschini and company. Non sarebbe un bel vedere.

Gianandrea Zagato

Pagina 6
(1 luglio 2009) - Il Giornale

 

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Viale ca'Granda

Inquilini contro le bandiere della Lega

Lotta per lo stendardo tra amministratore di condominio e inquilino. La tassista militante della Lega, Raffaella Piccinni, già nota per aver proposto le carrozze per i tram per la donne, è in lite con il suo amministratore perchè da aprile espone, su due terrazzi del sesto piano del suo appartamento di viale Ca'Granda, due bandiere della Lega, con tanto di Alberto da Giussano. Il 16 giugno il studio Tognon, che amministra lo stabile, le ha scritto intimandole di rimuovere le bandiere. "Nemmeno per sogno" ribatte la pasionaria verde, che commenta:"Nel mio quartiere ci sono molti extracomunitari che rivendicano la libertà di culto e di manifestazione, ovunque sventolano bandiere della pace e delle squadre di calcio e non si capisce perchè proprio io dovrei togliere le bandiere della Lega. forse io non ho il diritto di manifestare liberamente le mie idee politiche?". Regolamento alla mano però il condominio non autorizza segnalazioni di tipo fisso, tipo targhe o cartelli, ma le bandiere non sembrerebbero incluse nel divieto. l'amministratore però replica di aver ricevuto numerose segnalazioni dal condominio affinchè le due bandiere (una sulla strada e una sulla corte interna) vengano rimosse. la questione probabilmente verrà discussa alla prossima riunione di condominio. "per me possiamo andare anche in Cassazione" ribatte la Piccinni.

 

 


venerdì, 19 giugno 2009

MEZZI UOMINI

   Ieri si è tenuto un tavolo tra Regione Lombardia - Assessorato Trasporti e Associazioni di Categoria.

   Mi rivolgo a quei tre poveracci che invece di discutere problemi della Categoria pianificavano un nuovo attacco diffamatorio nei confronti del SITP e della mia persona. Si può essere più miserabili?

   Dovremmo liberarci da queste miserie infantili, da quest odio fazioso, tribale, da uomo delle caverne, che vuole annientare il nemico, vincere, incapace ad ogni compromesso. Evidentemente per questi 13enni la finalità non è la risoluzione dei problemi ma la difesa delle proprie rendite, delle proprie poltrone. Questo esercizio del potere è primitivo, è rozzo, è perdente! perchè da ogni attacco usciamo sempre più forti!

   Se si fanno più aggressivi è solo perchè hanno paura.

postato da raffapiccinni | 12:15 | commenti (5)
il sindacato, adit, sitp, sal taxi, io leghista

martedì, 09 giugno 2009

Raffaella Antonia PICCINNI (Lega Nord): 4.095 voti

    Potrebbero non bastare. A me invece bastano, sono soddisfatta, è stato comunque un successo, soprattutto perchè sullo stesso collegio era candidato un personaggio orribile, del peggior sindacato che possa esistere, un furbo senza intelligenza. Un danno per la mia categoria. Appartenete alla Lobby delle associazioni che va ai tavoli sindacali per impedire miglioramenti nel settore taxi, altrimenti perderebbe il proprio business. Non ha preso neppure la metà dei miei voti. grazie, grazie veramente. 

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Elezioni Provinciali: "Buono anche il risultato lum­bard a Quarto Oggiaro, dove il Carroccio ha fatto correre la pasionaria tassista Raffaella Piccinni."

                                                                                                             Corriere della Sera


martedì, 02 giugno 2009
PRESIDIO:
P.le Cimitero Maggiore - Mercoledì 3 Giugno 2009 - ore 11.00
 
una preferenziale per i taxi e i mezzi pubblici che unisca Milano al Polo Fieristico di Rho Pero

contro il TRIANGOLO DEI ROM

per ottimizzare il servio taxi, viabilità e stop alle nuove licenze e alle nuove doppie guide


postato da raffapiccinni | 16:54 | commenti (9)
il sindacato, adit

domenica, 10 maggio 2009

io, leghista


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Hanno scritto di tutto, che la Lega dovrebbe candidare le veline non le Piccinni, che sono razzista, un personaggio, che appartengo alla nidiata degli eredi di Bossi.


preferisco scriverlo qui, sul mio blog, nella speranza che almeno qui, ciò che dico non venga manipolato.

NON HO MAI PROPOSTO CARROZZE O POSTI RISERVATI AGLI EXTRACOMUNITARI SUI MEZZI PUBBLICI. HO PROPOSTO NUOVE CARROZZE, POSSIBILMENTE RISERVANDOLE ALLE DONNE.

 

Da questa storia ho imparato alcune cose:


1. Ho finalmente capito la teoria della relatività di Albert Einstein, in due giorni mi sono fatta vent’anni di politica.


2. Ho capito che è più vera la realtà distorta dall’assalto alla notizia che i fatti del mondo empirico, tra i due si collocano le persone, fra i due c’è “quello che pensa la gente”, ci sono le persone, muovi le persone e avrai il potere: Berlusconi, che piaccia o no, l’ha capito prima di tutti gli altri in Italia, ed è un uomo di spettacolo, che viene dalla comunicazione, non ne ha creato le regole, le usa. la regola è "veicola un messaggio semplice, forte, capace di arrivare a tutti". Però  la razzista leghista esiste solo sulla carta dei giornali, nata dalla penna di una vecchia volpe di giornalista con un singaro serrato in bocca, evito i nomi perchè...

3. ...Ho capito che il vero problema non sono neppure i giornali, non sono le persone, non sono i media o la mentalità collettiva scossa da un ciclone che è salito in picchiata come un vortice ma con altrettanta rapidità è sceso a terra, il problema è la schizzofrenia del sistema mediatico, il quale non si occupa d'informazione ma di comunicazione. l'uomo con il sigaro ne ha capito le regole prima di me, nuova alla politica. Mischia il verosimile con ciò che fa paura e muoverai le persone. Tanto poi tutto si appanna, si sgonfia, alla lunga annoia, viene rimosso, restreranno  solo i  nomi, i personaggi, in attesa di un nuovo ciclone: le veline, il divorzio, le diciotteni, le vignette sui terremoti.. tutte sciocchezze e quando su rai 3 ho dichiarato "almeno per un giorno la politica non si è occupata di gossip, di veline e di divorzi ma di problemi reali" ecco che l'attacco si è fatto ancora più violento...


4. ...ho capito che la verità si paga, “la verità mai” diceva l’avvocato a Duca Lamberti, l’eroe mezzo ingenuo e mezzo idealista, un duro dal cuore tenero, protagonista dei migliori gialli di Scerbanenco. Riguardo agli extracomunitari ho detto semplicemente la verità, ovvero che c’è una parte di politica che vuole convincere l’opinione pubblica che il fenomeno dell’immigrazione clandestina va tollerato, e confonde l’integrazione con la mancanza della certezza della pena e con la tolleranza dei fenomeni criminosi. Mentre INTEGRAZIONE E’ IL RISPETTO DELLE REGOLE. Ma se dici la verità ti bruciano sul rogo mediatico.


5. infine devo dire che ho capito che mentre in guerra il nemico ce l’hai di fronte in politica è tutto intorno.

 

      Quando sono entrata in Lega un amico scrittore mi ha buttato il telefono in faccia, poi mi ha scritto una lunga lettera, un altro mi ha detto, "vorrà dire che per la prima volta in vita mia voterò Lega".

io sono una tassista, dovrei forse sostenere una forza politica che voleva liberalizzare, lavoro sulla strada, vorrei più servizi, meno imposte. Per me il lavoro è fatica! è sporcarsi le mani.

Ogni cosa che ho fatto è sempre stata faticosamente sudata e scelta, faccio le cose perchè ci credo, per questo, a volte, entro a passo di marcia dove altri entrano in punta di piedi, sono fatta così, non so se sarò eletta ma il giorno dopo, comunque vada, sarò ancora leghista e non vedo cosa ci sia di male: "posso non condividere le tue idee ma darei la vita perchè tu possa esprimerle". Emanuele Kant

Molti fanno ancora una distinzione fra destra e sinistra! Non confondete il PDL con LEGA. L'unica forza politica a fare opposizione è la Lega, basti pensare alla vicenda del referendum.. la Lega è un partito scomodo. Purtroppo questo sentimento di repulsione che genera in alcuni è nella sua stessa genesi, secondo me nasce dal fatto che la Lega viene raccontata, NON SI RACCONTA, non controlla gruppi editoriali e televisivi,. La forza della Lega sono le persone, che piacciano o no,  fanno le cose perchè ci credono: LA LEGA E' SENZA DUBBIO L'ESPRESSIONE + SINCERA DEL PANORAMA POLITICO ITALIANO ed è vicina alle persone e ai loro problemi. Noi non siamo la Milano da bere dei socialisti ora berlusconiani, siamo gente semplice, ecco perchè sono leghista. LA LEGA E' IN CONTINUA CRESCITA E PER QUESTO FA PAURA, ANCHE AGLI ALLEATI. PER QUESTO SI CERCA DI DEMOLIRLA E DI FARLE PERDERE CREDIBILITA'.

 


lunedì, 04 maggio 2009
il_giornalesolo logo

di Maria Sorbi

I tassisti abusivi adescano i clienti fuori dagli aeroporti e rubano il lavoro alle auto bianche in regola. Senza tassametro, senza tariffa fissa, si fanno pagare più del dovuto per una corsa. I tassisti sono furenti: «Abbiamo perso il 30 per cento dei clienti». Insieme a Sea, la società che gestisce gli scali lombardi, hanno deciso di diffonere messaggi informativi fra i turisti. A bordo delle navette e dei pulmini ci saranno cartelli per spiegare agli stranieri che «i taxi sono solo bianchi» e verranno diffusi messaggi registrati all’interno degli aeroporti. Del problema degli abusivi si parlerà anche in Regione Lombardia durante gli incontri con gli assessori al Territorio Davide Boni e alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo.



solo logoIl far west delle auto abusive I tassisti: «Ci rubano il lavoro»
di Maria Sorbi


Parcheggiano l’auto poco distante dagli «arrivi internazionali» e si aggirano intorno alle porte scorrevoli dell’aeroporto a caccia di clienti. «Taxi, taxi for Milan?» chiedono agli stranieri con una tiritera martellante. Così, da anni, lavorano i noleggiatori abusivi. Decine, centinaia, spesso ex tassisti che vendono la licenza, si comprano la Mercedes e lavorano in proprio. Senza ricevuta, senza tariffa fissa, senza prezzi esposti all’interno dell’auto, senza tassametro. Magari hanno ottenuto la licenza da noleggiatori dal Comune di Venezia o da qualche piccolo Comune della Lombardia e lavorano tranquillamente dove pare a loro, senza averne diritto.
Gli stranieri che arrivano spaesati si fanno fregare spesso e volentieri e pagano più del doppio rispetto al taxi. Si arriva a 200 euro per andare dall’aeroporto di Malpensa fino al centro di Milano e si sforano i 100 euro per una corsa Linate-città. E solo 200 noleggiatori sono in regola. Gli altri sono per il fai-da-te.
I tassisti sono furenti: «Gli abusivi ci rubano il 30 per cento dei clienti, è una concorrenza del tutto sleale». La stessa solfa si ripete davanti alla stazione Centrale e davanti agli hotel di lusso: «Spesso i noleggiatori abusivi - denunciano i sindacati dei tassisti - si accordano con il personale degli alberghi e si fanno cercare i clienti in cambio di una percentuale». Non solo: gli abusivi si prendono la libertà di avvicinarsi ai clienti, di andare a cercarli per strada o davanti al rullo dei bagagli. Se un tassista in regola facesse la stessa cosa sarebbe punibile con una sospensione della licenza di oltre un mese.
Le auto bianche cercano di mettere fine alla giungla che ogni giorno si ripete di fronte agli aeroporti. Al loro fianco ora si schiera anche la Sea, la società che gestisce gli scali. «Ci siamo incontrati con i tecnici - spiega Raffaella Piccinni, rappresentante delle sigle sindacali Sitp, Sal, Adit - per studiare il modo di combattere il fenomeno degli abusivi. A breve verranno diffusi messaggi registrati all’interno dell’aeroporto per mettere in guardia i turisti e ci saranno cartelli a bordo delle navette per spiegare che i taxi sono solo quelli bianchi».
Dell’argomento si parlerà anche la prossima settimana durante l’incontro tecnico con la Regione Lombardia. I tassisti sono insofferenti. Nei fatti, la situazione non è cambiata nemmeno dopo il decreto milleproroghe e si continuano a chiedere regole chiare. «È assurdo che gli abusivi lavorino dove vogliono, anche se la loro licenza riguarda solo un Comune. Noi invece possiamo sostare davanti agli aeroporti solo dopo un’ora dall’inizio del nostro turno di lavoro, perdendo di fatto del lavoro». A quanto pare tra gli abusivi vige solo una regola. Se sei nuovo nel giro vieni aiutato a procacciare qualche cliente (in cambio di una percentuale) ma devi rispettare una clausola: mai dare il biglietto da visita a nessuno. Ruberesti i clienti ai più anziani del gruppo. Anche il far west ha la sua legge.


L'INTERVISTA A DAVIDE BONI
È a fianco dei tassisti l’assessore al Territorio e capodelegazione della Lega Nord in Regione Lombardia Davide Boni. è disposto ad ascoltare i loro problemi di categoria e a vedere cosa si può fare. A partire dalla prossima settimana nella sede del Pirellone prenderanno il via alcuni incontri tecnici con i sindacalisti delle auto bianche.
solo logoAssessore Boni, bel problema quello degli abusivi?
«Eccome. La Regione Lombardia non può intervenire direttamente ma è chiaro che servano delle regole precise. Non è possibile che venga penalizzato chi lavora onestamente».
Ha visto anche lei cosa succede di fronte agli aeroporti.
«Sì, anche a me fuori da Linate hanno offerto dei passaggi. Ovviamente ho rifiutato».
Soluzioni?
«Un tavolo per affrontare tutti i problemi della categoria. I tassisti vanno salvaguardati perché di riflesso vivono tutti i problemi di Milano, dal traffico alla crisi».
Quindi lei non pensa che quella delle auto bianche sia una lobby?
«No, sono imprenditori di loro stessi. Non è obbligatorio prendere il taxi. Le istituzioni devono evitare la concorrenza sleale. E per di più, il problema degli abusivi nasconde anche un problema di sicurezza di chi si affida a un servizio».
E di immagine?
«Anche, gli aeroporti di Malpensa e Linate sono il biglietto da visita di Milano».
Durante gli incontri in Regione si tornerà anche sul tema delle tariffe fisse. I sindacati più irriducibili vogliono eliminarle.
«A priori non criminalizziamo nessuno. Se ne può parlare, si può dare inizio a un confronto sul tema. Senza pregiudizi. Credo che anche il mio collega alle infrastrutture Raffaele Cattaneo la pensi così. Se ne parlerà».

Maria Sorbi

Pagina 4
(30 aprile 2009) - Milano



mercoledì, 22 aprile 2009
i tavoli sindacali...

...ma tu dovresti accordarti, noi altri ci siamo da cento anni, no, ma cosa c'entra che i dinosauri si sono estinti, noi no, la gente è ingenua, è credulona.. ma lascia stare che la gente ci ha dato la tessera, tu, tu sei intelligente, sei brava.. la sua mano sudata sul braccio, la sua mano mafiosa.. ci siamo già noi, noi da cento anni.. E' COSA NOSTRA..

"Davanti a due strade divergenti in un bosco, mi incamminai lungo quella meno battuta, e questo ha fatto la differenza" Robert Frost


postato da raffapiccinni | 17:05 | commenti (6)
racconti, il sindacato

 
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